NASCE IN TOSCANA IL PRIMO “SMART VILLAGE” A MISURA DEL LAVORATORE

Lavorare da remoto in uno dei borghi più belli d’Italia, farlo sfruttando la banda ultralarga e beneficiando di un incentivo che copre il 50% del canone d’affitto. È la proposta del Comune di Santa Fiora sul Monte Amiata, uno splendido paesino che si candida a essere a tutti gli effetti il primo smart working village italiano.

Contrariamente a quanto si possa pensare, però, il progetto dello smart working village a Santa Fiora è partito in tempi non sospetti, ancor prima dello scoppio della pandemia che, come sottolinea il sindaco “è stato sicuramente un acceleratore per far prendere piede a questa nostra iniziativa”.

E, a dire il vero, il progetto dello smart working village a Santa Fiora è già decollato, visto che in Comune sono attesi già i primi tre lavoratori da remoto che hanno fatto richiesta di aderire alla proposta comunale. “Oltre alle prime adesioni – spiega il sindaco – so che molte agenzie immobiliari e privati stanno ricevendo tantissimi contatti per le case da affittare”. Ma andiamo con ordine e spieghiamo nel dettaglio cosa prevede l’offerta dello smart working village.

l Comune di Santa Fiora si rende disponibile a coprire il 50% (fino a un massimo di 200 euro) del canone d’affitto del lavoratore da remoto che si trasferisce nel borgo sul Monte Amiata per un periodo massimo di 6 mesi. Nella domanda bisogna autocertificare il permesso concesso dal datore di lavoro a svolgere il proprio ruolo in smart working (indicando l’arco temporale) e bisogna anche segnalare l’immobile preso in affitto (indirizzo, periodo, importo di locazione, proprietario dell’immobile) al fine di ottenere l’erogazione del voucher.

Non si tratta di un trend passeggero, bensì di un progetto strategico per il Comune di Santa Fiora che, come sottolinea il sindaco stesso, ha tutte le caratteristiche per essere un perfetto smart working village: “Il nostro non è solo un borgo meraviglioso incastonato nel verde del Monte Amiata, l’aspetto più rilevante, sono servizi all’infanzia come il nido comunale, la materna statale e le scuole superiori nei paesi limitrofi. Insomma, lo smart working village non è solo a misura di lavoratore, ma a misura di famiglia, ogni aspetto è curato nel dettaglio senza lasciare nulla al caso. 

Probabilmente la convivenza con il virus renderà lo smart working una misura strutturale, cambiando di fatto molte abitudini di vita che potrebbero consentire di recarsi in ufficio non più tutti i giorni. Per questo sempre più persone, almeno per alcuni periodi di tempo, potrebbero decidere di trasferirsi lontano dai grandi centri urbani. Su questo punta Federico Balocchi, sindaco di Santa Fiora: “La qualità della vita che può offrire un borgo come il nostro è imparagonabile, così come i costi. Nel nostro Comune per comprare casa bastano 800 euro al mq e con gli stessi soldi che servono per comprare un appartamento in città, qui si compra una villetta con giardino”.

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